lunedì 27 febbraio 2012

Siria: " il dittatore e l'opposizione "pro-democrazia" una favola mediatica dei giorni nostri




Tutto è iniziato con la richiesta dell'opposizione siriana circa la rimozione del punto 8 della Costituzione siriana, che recitava: “il partito Baath è a capo dello Stato”. Di conseguenza la Presidenza siriana ha sospeso questa voce fin dall'inizio della crisi. Il presidente siriano ha inoltre risposto: “Il problema non è solo il punto 8, ma anche altri articoli della Costituzione, come ad esempio un articolo che afferma chequalsiasi candidato alla presidenza deve essere approvato dalla direzione locale del partito Baath in Siria”. Ha inoltre aggiunto che “Questa richiesta dell'opposizione dimostra che costoro non hanno nemmeno letto attentamente la Costituzione”. E ha invitato tutti i soggetti politici alla formazione di una commissione per scrivere una Costituzione completamente nuova per la Siria. Ha invitato le opposizioni democratiche di tutti i tipi e di tutte le ideologie a partecipare a questo importante lavoro nazionale. Ma solo due rappresentanti dell'opposizione hanno raccolto questa opportunità: Qadri Jameel (che ha formato un nuovo partito politico - la volontà popolare) e il Sacerdote Maroni Tony Dora. Personaggi questi, che per tale motivosono stati additati come  “traditori”  e “agenti del regime”  dall’opposizione “per la democrazia” ! 

La commissione è formata da 28 membri. Si è ricomposto in essa  tutto il mosaico della società siriana: Donne come Al-Kinda Shammat,  docente presso l'Università di Damasco (legge),  musulmana impegnata, e Amal Abaza (una personalità laica liberale), giudici, sacerdoti, sceicchi musulmani (impiegati), un comunista, rappresentanti di commercianti, industriali, operai … E ancora un piccoloparticolare molto indicativo: Il Presidente siriano ha affermato che questa Commissione ha la piena autorità di adottare il progetto di Costituzione che deve essere oggetto del referendum del 26 febbraio 2012, e quando la Commissione harichiesto di incontrare il presidente Bashar Al-Assad per alcune consultazioni su determinati temi critici, lo stesso  ha preferito non presenziare per evitare diinfluenzare il loro lavoro. Questo sarebbe il comportamento, dunque,  di un vero'dittatore'?  

Il progetto di Costituzione è stato scritto rispettando gli elevati standard internazionali, affermando quegli stessi identici diritti civili previsti nelle costituzioni europee come quella tedesca, francese e altre.  Viene inoltre contemplato un pieno diritto allo sciopero, cosa questa che in sostanza  non è prevista neanche in alcune costituzioni europee. L 'opposizione democratica' in tutta risposta ha invitato tutti al boicottaggio del referendum. Votare un referendum è un atto democratico o dittatoriale?

Il governo del 'dittatore'  ha sempre richiamato tutti i tipi di opposizione spingendoli a partecipare al  'dialogo nazionale'; di rimando l’opposizione   'pro-democrazia' ha sempre risposto con lo slogan: 'NO AL DIALOGO' Una richiesta di dialogo, può mai essere considerata caratteristica di un regime dittatoriale? E '' NO AL DIALOGO  ' può mai costituire la premessa tipica di una democrazia?

Il "regime" siriano ha più volte invitato i militanti ad abbandonare le loro armi in cambio di un completo assolvimento dei loro reati,  senza nessun tipo di conseguenza personale (considerato  che non manca  il potere di reprimerli con la violenza). I leader assoluti e dispensatori di “democrazia” nel mondo, gli Stati Uniti, invece, hanno da subito reagito consigliando vivamente all'opposizione di non rispondere all’invito del regime. I militanti di questa 'opposizione' hanno sempre e solo seguito pedissequamente  tali consigli, da “bravi alunni” dei maestri d’oltreoceano. Il dittatore ha emesso una legge per  assicurare  la diversità politica istituendo delle regole per formare i partiti politici secondo i migliori (cioè ritenuti più giusti dalle comunità internazionali) standard internazionali. I vincoli imposti alla formazione dei partiti sono stati concepiti in modo  molto razionale: 'Un partito politico non dovrebbe formarsi sulla base di caratteristiche religiose, settarie, o su base etnica, razziale o sessuale'. Diversi partiti sono stati formati in effetti su queste basi, in questa nuova Era dello Stato siriano. Questo è ciò che il 'dittatore' ha previsto per la Siria. L’opposizione che si fregia impropriamente di essere “per la democrazia”, è arrivata a definire come 'traditori ed agenti del regime' questi partiti emergenti formatisi sulle basi su descritte. Il 'dittatore' dal canto suo ha emesso sin dall'inizio della crisi l’ordine tassativo di non sparare sui dimostranti. Molti componenti delle forze di polizia sono state uccise dai 'contestatori pacifici per la democrazia ".  L’opposizione “pro democrazia”, con il supporto del mondo “libero” (con Stati Uniti e Francia in testa), anche de “l’altro mondo libero” come l'Arabia Saudita e il Qatar, hanno reclutato cecchini  per sparare su quelle manifestazioni, che sono state descritte dal saudita Emir 'Bandar Bin Sultan' nel suo piano predisposto per il 'cambiamento democratico in Siria' come 'combustibile per la rivoluzione'! 

Proprio così, Il mondo libero non ha altro modo di preoccuparsi dei manifestanti che potrebbero essere in buona fede nel protestare per la democrazia, che considerarli niente di più che 'carburante per la rivoluzione'. Hanno in realtà reclutato cecchini che uccidessero manifestanti per istigare il popolo siriano contro il 'regime brutale'. Quello che è successo in Mazzeh il 19 febbraio 2012 è stato solo un altro esempio come tanti, ma ne vogliamo parlare come caso di studio e anche per denunciare la storia  ai media, dal momento che è ancora recente: Il 'governo del dittatore' aveva approvato una manifestazione che era un 'funerale' di alcuni militanti che erano stati uccisi negli scontri del venerdì precedente (17 febbraio) in un quartiere popolare di Mazzeh (Basateen, cioè le aziende agricole in arabo). Riporto tale informazione solo per denunciare che la CNN ha invece riportato : 'Sunniti benestanti iniziano a dimostrare a Damasco'. Questa è la terminologia settaria che adotta la CNN,  portavoce degli usi della 'società civile americana'. Mentre i cittadini siriani 'pro-dittatore' sono soliti gridare lo slogan: 'La mia setta è “Siriano”' dall'inizio della crisi, rispondendo ai disgustosi slogan di alcuni manifestanti pro-democrazia 'che riportavano : ' Gli Allawiti alla tomba, i cristiani a Beirut '. L'opposizione ha voluto promuovere questa manifestazione nel moderno quartiere civile di Mazzeh per dire ai media che “Damasco comincia a manifestare”.

Risultato: i cecchini hanno cominciato a sparare sulla manifestazione, la polizia ha risposto al fuoco contro di loro, e avrebbe potuto davvero arrestarli. Naturalmente, questo è stato riportato in modo del tutto travisato dai media come una 'brutale repressione e un’aggressione del regime siriano contro la manifestazione pacifica a favore della democrazia', o come  'una sanguinosa battaglia di Damasco', o ancora, (su France 24): 'Le forze di sicurezza siriane hanno aperto il fuoco sui manifestanti '...I media occidentali  con la loro 'libertà di espressione' dedicano ore e ore ogni giorno per le figure totalitarie dell’ opposizione, i Fratelli Musulmani, agenti dell’Intelligence occidentale e non hanno mai mostrato le marce da un milione di manifestanti  pro-Bashar!
O meglio , i media ne parlano anche, ma con notizie flash che accompagnano le istantanee, che spiegano allo spettatore, come il “regime” abbia costretto il povero popolo siriano a partecipare a queste marce, o peggio che l’abbia pagato per partecipare!

C'è un proverbio internazionale, che dice che è possibile portare il cavallo al fiume, ma che non puoi costringerlo a bere. E se il regime fosse davvero in grado di richiamare queste masse popolari nelle piazze, come potrebbe anche costringerle a gridare per Bashar, a cantare e addirittura a sorridere? E perché mai, invece, queste masse popolari, dopo essersi riunite in milioni, non gridano contro il regime? Cosa potrebbero fare le forze di polizia contro il loro numero? E’ ragionevole pensare che la gente che sta soffrendo la “ brutale repressione”, e le madri i cui figli sono stati uccisi dal regime, urlino slogan  “pro Assad” con entusiasmo solo per un po' di soldi? O per paura? Un siriano ha dichiarato ai media: “i siriani non sono animali, ma anzi, hanno portato civiltà al mondo intero”.L’opposizione siriana “pro democrazia”, ha da sempre supplicato gli USA, la NATO, ma anche ISRAELE e FRANCIA, ad intervenire IMPONENDO la “loro” democrazia, mentre il “dittatore” Bashar Al-Assad, ha sempre e solo SCOMMESSO sul  POPOLO siriano! Questa opposizione degenerata è stata respinta dalla maggioranza schiacciante dei cittadini siriani, mentre il “regime”  è supportato da milioni di persone che sono scese in piazza, riempiendole, in tutte le città siriane, e hanno dichiarato di essere con la Siria, con il proprio paese, composto dal suo fiero popolo, dal suo legittimo governo, dal suo esercito e dal presidente della Repubblica araba siriana Dott. Bashar Al-Assad, che sta guidando, a dispetto di tutto, il vero cambiamento democratico nel paese.



sabato 25 febbraio 2012

Loro lo chiamano "sacrificio", noi la chiamiamo sottomissione


Sentiamo tanti politicanti starnazzare sulla libertà,ma che libertà potrà mai avere un popolo che è sottomesso agli interessi del paese dominante,dove il ruolo di cittadino  sovrano,nonostante l'impegno civico e politico viene annullato,dove lo stato sociale,dopo essere stato fatto a pezzi dai peggior politicanti al servizio dell'espansionismo americano ,viene svenduto ai privati,dove gli interessi  nazionali vengono calpestati e convergono (guarda a caso) verso la nazione dominante ...non ci sarà mai libertà di essere..non ci sarà mai libertà di pensiero ..ci sarà solo servitù e sottomissione!


IN DIFESA DEL SIGNIFICATO DI "SACRIFICIO" 


Alloggia sicuramente negli spiriti di coloro che non si sono arresi al dominio politico d'oltreoceano un disgusto profondo per l'uso corrente del concetto di “sacrificio” in relazione alle manovre puramente economiche imposte agli italiani.
Non è un sacrificio quello richiesto agli italiani da questi traditori dell'interesse nazionale ma pura e semplice sottomissione.
Il sacrificio è ben altra cosa perché appartiene alla sfera “politica” che, ripetiamolo, non appartiene allo Stato italiano in quanto è un puro e semplice esecutore “economico” di politiche altrui.
Da un punto di vista filologico, quindi, il concetto positivo di “sacrificio” diventa negativo, appunto, quando si passa dallo stato di grazia di una popolazione sovrana a quello di disgrazia di una popolazione sottomessa.
Si è disposti al sacrificio per affermare un principio di libertà ma mai per una forma di schiavitù.
Non deve neppure sorprendere la mancata indignazione (quella con “I” maiuscola e non quella dei cervelli spenti, altro esempio di come un concetto si degrada quanto si mortifica lo spirito) generale per un uso così spregiudicato e meschino per togliere agli italiani anche l'ultimo riferimento alla dignità.
Distruggendo, non da oggi, lentamente la dignità di una popolazione, attraverso l'uso spregiudicato del concetto di “civiltà”, si è perduto lo spirito culturale che guida l'azione politica vera e propria.
Abbiamo accettato passivamente lo “scontro di civiltà” perché abilmente occultato il vero obiettivo della distruzione che si voleva realizzare: quello della cultura, ovvero dello spirito fiero che caratterizza una popolazione disposta a sacrificarsi per la propria indipendenza politica, cioè la possibilità di decidere autonomamente le proprie manovre economiche.
La mobilitazione politica non potrà mai esserci se il sentimento spirituale, che sostanzia la forma carnale, è spento.
Per la stessa ragione non vi potrà mai essere una mobilitazione in favore degli altri Stati soggetti ad aggressioni criminali. Chi non è disposto a difendere il proprio Stato come si può solo pensare sia disposto a farlo per gli altri?
Ancora, come si può risvegliare un simile sentimento se non si presta attenzione al carattere strutturalmente antinazionale come quello di uno Stato che affida a privati la gestione della fascia sociale scaturita dal progetto criminale ventennale?
Siamo in presenza di una quantità di forze in tensione non ancora liberate per l'uso totalmente disinvolto nell'affrontare i vari effetti senza prestare attenzione sufficiente alla causa principale.
Siamo ancora totalmente lontani dal mettere in relazione la nostra perdita di sovranità nazionale con ciò che questa perdita ha prodotto a livello di rapporti sociali (di produzione).
In tutto questo discorso il concetto di libertà è un puro cavallo di Troia se non viene messo in relazione al principio che lega il singolo individuo allo Stato, cioè al concetto di sovranità inteso come dovere inderogabile da parte dello Stato nel salvaguardare l'interesse generale e particolare della sua popolazione.
Nel momento stesso in cui uno Stato abdica al suo ruolo di responsabilità verso la sua popolazione significa che il concetto di libertà ha assunto la funzione di liberare lo Stato dal suo dovere principale: la difesa della propria popolazione. Lo Stato è stato venduto e la sua popolazione lasciata alla mercé di bande criminali. Se le cose stanno così, la popolazione non ha più nessun dovere verso lo Stato: “diritti e doveri, libertà e vincolo non sono da separare gli uni dagli altri, che la libertà presuppone l'inserimento in una più ampia totalità e che nel mondo moderno essa ha in uno stato forte il presupposto di fondo della sua esistenza” R. Rürup.
Per questo, credo, che quando uno Stato chiede sacrifici per la propria sottomissione non sia  propriamente più uno Stato.

Un punto di vista sulla democrazia



La Democrazia corrisponde alla divisione del lavoro, il cui tratto specifico consiste sicuramente nella capacità di realizzare un prodotto (la “scelta” dei parlamentari) avvalendosi di prestazioni molteplici e specifiche. Tutto ciò rende sicuramente appetibile e accessibile l'oggetto prodotto ad un pubblico vasto ma tutto a discapito della qualità e durata. Per qualità, in questo caso, intendiamo l'uso della tecnica a discapito della conoscenza. Difatti, nel momento stesso in cui non è più possibile risalire da una prestazione al produttore, nella misura in cui la messa in opera viene dispersa in frammenti, tale frammentazione la si riscontrerà inevitabilmente nella popolazione soggetta a questa dominio.

Dominio totale e incondizionato proprio per la capacità di assorbire tutte le contraddizioni nella pluralità delle fazioni, cioè nel rendersi irresponsabile degli atti compiuti nei confronti della sua popolazione. Non solo, sarà essa stessa a produrle al fine di riprodursi più efficacemente grazie alla sua pretesa “cultura” oggettiva (in realtà tecnica), fatta di singoli elementi indipendenti e totalmente intercambiabili in qualsiasi momento senza che ne abbia a soffrire l'intero corpo.

Per durata, invece, intendiamo la difficoltà sempre maggiore nel recidere il “patto sociale” con il quale si è imposta la Democrazia (solitamente con un atto violento). Non vi è Democrazia che non abbia calpestato quel “patto” al momento del suo insediamento. Nessuno potrà mai pretendere conto di un tale sacrilegio per via della straordinaria messa in opera di mediazioni e di mediazioni delle mediazioni, talmente sofisticate nella loro tecnicità, da allontanarsi completamente dagli scopi propri e definitivi per cui era stata creata.

Con questo possiamo dire che il dominio Democratico non ha propriamente un fine, quindi è infinito e il suo unico scopo è quello di riprodursi continuamente e incessantemente attraverso le sollecitazioni (sollecitate dallo stesso sistema Democratico) della popolazione a se stessa assoggettata.
Pertanto la Democrazia non potrà mai essere veramente prodotta ma soltanto consumata. Nella Democrazia matura, la natura della capacità produttiva della sua popolazione, è il segno distintivo.
In questo senso la Democrazia riesce ad essere non solo autonoma verso la sua popolazione ma si pone oggettivamente in contrasto con essa.

Nelle Democrazie mature, la capacità di assorbire l'impatto di un numero sempre maggiore di persone al di fuori della produzione (ma all'interno della riproduzione) non ha paragoni con nessun altro sistema.
Questa evoluzione si realizza più facilmente e propaga più velocemente quando trova davanti a sé culture poco sviluppate ma avanzate tecnicamente.
Dovrebbe essere utile riflettere sul fatto che la Democrazia non vuole distruggere le Dittature, ma distrugge le Dittature perché lì albergano le culture. Dove c'è cultura il Dominio Democratico non attecchisce.


La Grecia di Oggi è l'Italia di domani

di Orgoglio Operaio

Tutti in questi giorni avranno visto e sentito della situazione della Grecia, gli scontri con la polizia,le cariche ,gli scioperi, le manifestazioni,la situazione del popolo greco è davvero allarmante,si prospettano tagli considerevoli a salari e pensioni e allo stato sociale e anche il lavoro autonomo si vede stretto nella morsa delle banche e della globalizzazione che più volte abbiamo ribadito arriva da oltreoceano ..che ha usato ogni diavoleria finanziaria( dallo spread ...alle agenzie di rating ai debiti pubblici gonfiati ) per distruggere l'economia di questo paese e per metterlo definitivamente ai piedi della banca centrale europea, del fondo monetario internazionale ,che in questi giorni l'ha definitivamente sotterrato con L'accordo finalmente raggiunto,in cambio di aiuti.
Ma questi aiuti che di certo,non sono un opera di bene di qualche buon benefattore,che è ricco ma paga le tasse ...

Monti nel dicembre del 2011 aveva rilasciato una dichiarazione in cui sosteneva che la Grecia era l'esempio del successo dell'euro; con questo non vogliamo dire che egli avesse sbagliato le sue previsioni,anzi le ha azzeccate ,purtroppo sono gli italiani a non aver capito cosa realmente egli volesse comunicare.Che Monti stia governando l'Italia eseguendo gli ordini che arrivano dalla finanza internazionale non dovrebbe più essere un dubbio,ma nessuno immagina a quanto amMonti il prezzo da pagare per la sottomissione USA .

Il non voler capire quanto sia importante (per un paese e per i popoli che vi abitano) lottare contro le ingerenze esterne e legare a queste lotte le formazioni sociali di riferimento ci ha portati dritto dritto nella bocca del leone
Purtroppo viviamo da sempre in una totale disinformazione,la comunicazione dei giornali e dei media televisivi è fatta apposta per disorientare chi si accontenta delle notiziole che gli passano dando per scontato che giornali e media siano delle fonti di verità assolute,senza porsi il dubbio che giornali e media siano finanziati dai famosi "poteri forti" che ci hanno portato dritto dritto verso la più dolorosa e immane recessione.

Quindi prepariamoci al peggio,perchè la Grecia di oggi sarà l'Italia di domani e le ricadute sociali saranno devastanti e la reazione sarà sempre più vincente.







venerdì 24 febbraio 2012

Non più solo teorie : 10 prove di una cospirazione

" OCCORRE CHE IL POPOLO SAPPIA COME E PER COLPA DI CHI ANCORA UNA VOLTA VENNE CONDOTTO ALLA SCONFITTA;ESSO PUÒ ASCOLTARE QUESTO RACCONTO,ESSERE PAZIENTE DAVANTI ALLA VERITA', PIOCHÈ ESSO È ETERNO"

(dalla "prefazione" alla "storia della Comune" di Hippolite Prosper  Olivier  Lissagray)



di M. Adams

Traduzione di Anticorpi.info


Il 2011 è stato l'anno in cui numerose 'teorie del complotto' hanno smesso di essere teorie per diventare fatti. Gli articoli su come costruire ed usare un cappello di stagnola di colpo sono schizzati su tutte le prime pagine dei maggiori giornali del paese. Il mondo a quanto pare è più strano di quanto riusciamo a immaginare, e nel 2011 ne abbiamo avuto la ennesima dimostrazione.

Ecco le prime dieci conferme della esistenza di una cospirazione, emerse nel corso dell'ultimo anno:


1 - Obama ammette che il governo degli Stati Uniti ha sfruttato i prigionieri del Guatemala come cavie umane  per esperimenti medici illegali. 

Quando abbiamo prodotto una lunga lista di crimini medici contro l'umanità compiuti nel 2006 dal governo americano, i media mainstream sono rimasti in silenzio (Esempio). La gente insisteva ad affermare che il governo fosse etico ed onesto, e che mai avrebbe potuto essere coinvolto in alcun crimine contro l'umanità. (ROFL!)
Quando è spuntata fuori la verità sugli esperimenti ai danni dei prigionieri guatemaltechi, però, la notizia si è diffusa così rapidamente i media mainstream nulla hanno potuto per insabbiare la storia.

Così oggi il mondo intero sa che il governo degli Stati Uniti e il suo National Institutes of Health (NIH ) sono criminali che uccidono esseri umani innocenti al fine di studiare nuovi farmaci per Big Pharma (Link).

2 - La FDA usa tecniche di infiltrazione e spionaggio in stile KGB per stroncare la distribuzione di latte non pastorizzato.

In America è legale vendere succo d'arancia non pastorizzato fino a quando si appone su di esso una etichetta;  ma se ti azzardi a vendere del latte non pastorizzato la FDA e il Dipartimento dell'Agricoltura della California ti aggrediscono con un trattamento in stile KGB, in quanto sono entrambe diventate bande criminali che praticano feroci campagne ritorsive contro soggetti inermi. Natural News ha pubblicato la storia di come la FDA usi telecamere spia, tecniche di infiltrazione e altre trappole per raccogliere prove di 'colpevolezza' prima di penetrare a mano armata nella tua proprietà e distruggere 50.000 dollari di alimenti di fronte a capannelli di testimoni attoniti (Link).

3 - Collusioni tra la medicina istituzionale ed il complesso militare industriale, esposti da Natural News

In un'altra storia investigativa del 2011 abbiamo scavato nelle fonti di finanziamento dell'Istituto di Medicina, e scoperto che riceve un enorme sostegno finanziario dal Pentagono, da appaltatori privati della difesa e da organizzazioni globalistiche che traggono sistematicamente profitto dalle guerre. Nessuna meraviglia che la IOM promuova le vaccinazioni in modo così aggressivo; è una guerra contro l'umanità condotta una siringa alla volta. (Link)

4 - L'USDA (Dipartimento dell'Agricoltura USA - n.d.t.) sorpreso ad eseguire programmi di uccisione di massa di uccelli e mammiferi.

Per molti sarà scioccante apprenderlo, ma l'USDA è stato scoperto nella esecuzione di eccidi di massa programmati su animali quali uccelli, volpi, cinghiali ecc. Tutto ciò viene realizzato principalmente mediante veleni chimici che finiscono per uccidere anche altri animali, come le aquile. (Link)

5 - Il caso di Abu Dhabi conferma definitivamente l'esistenza delle tecniche di controllo climatico.

Prova a parlare alle teste di fluoro di "tecnologie per il controllo del tempo", e subito pensano che tu sia una specie di strambo teorico della cospirazione. Eppure il controllo climatico è già da tempo ufficialmente in piena attività appena fuori Abu Dhabi, dove una vasta gamma di generatori di ioni negativi producono tempeste di pioggia artificiale che scaricano milioni di galloni di acqua fresca nel deserto (Link).

6 - Infowars riprende con una telecamera nascosta le operazioni di fluorizzazione dell'acqua.

Non esistono più dubbi su quanto il fluoro sia pericoloso, corrosivo e persino mortale. Alex Jones ed il team di Infowars sono riusciti a girare un video che mostra le operazioni di fluorizzazione dell'acqua presso Austin, Texas. Il video è stato poi diffuso su Internet. Una roba scioccante (Link).

7 - Documentazioni confermano che il Dr. Wakefield era innocente, e che il BMJ (British Medical Journal - n.d.t.) abbia cospirato per screditarlo.

In un turbine di colpi di scena non ancora riconosciuto dai media mainstream, è stata provata la innocenza del dr. Andrew Wakefield dalle infondate accuse mosse contro di lui. 
(secondo Wikipedia "Andrew Wakefield (1957) è un ex medico britannico, noto principalmente per aver falsificato una pubblicazione scientifica che sosteneva una relazione tra vaccinazione trivalente e autismo." - n.d.t.)
I documenti attestano che egli non abbia falsificato la sua ricerca come è stato affermato dalle riviste mediche e dai media mainstream, tra cui  la CNN. Infatti, i veri criminali sono coloro i quali lo hanno infamato (Link).

8 - L'USDA collusa con Monsanto per la legalizzazione delle erbe mediche geneticamente modificate.

Non c'è niente di meglio degli OGM per uccidere lentamente un intera nazione. Si ottiene un aumento della infertilità, tossicità organica ed un galoppante inquinamento ambientale. Nel 2011, l'USDA ha deciso di attaccare il mondo con gli OGM, diffondendo negli Stati Uniti sia la erba medica che il mais, geneticamente modificati (Link).

9 - La FDA ammette che la produzione industriale di carne di pollo contenga arsenico.

Nel 2011 i media mainstream sono impazziti nel segnalare la presenza di tracce di arsenico nel succo di mela, ma non si sono mai presi la briga di riferire in merito alle concentrazioni molto più elevate di arsenico nella carne di pollo. Il nostro articolo in merito ha ricevuto la bellezza di 78.000 condivisioni su Facebook nel 2011, che lo hanno reso una delle nostre storie più condivise di sempre (Link).

10 -  Il Dr. Maurice Hilleman - scienziato della Merck - ammette che i vaccini contengono un virus cancerogeno.

Le incredibili ammissioni del dr. Maurice Hilleman hanno provocato onde di incredulità quando si è diffusa sul web una registrazione segreta in cui lo scienziato della Merck ridacchia con altri scienziati deridendo le  persone che si ammalerebbero di tumori dopo essersi vaccinate. Registrazione su NaturalNews.TV. (Link)

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito Natural News




mercoledì 22 febbraio 2012

Le stanze buie delle agenzie di rating




Le agenzie di rating vivono un palese conflitto di interessi.
Hanno partecipazioni di fondi il cui scopo è quello di investire sui mercati.
Emettono giudizi su realtà di cui sono essere azioniste.
Negli ultimi anni,nonostante la crisi, hanno visto incrementare il loro valore

Che ruolo e che attendibilità possono essere attribuiti alle agenzie di rating?



"Dividiamo il discorso in due parti. Il ruolo che le tre agenzie di rating Standard & Poor's, Moody's e Fitch oggi hanno nella rete della finanza globale è pesante, perché si spartiscono tra loro il 95-96% di un mercato, quello dei giudizi, che vale circa 5 miliardi e mezzo di dollari all'anno. Insieme, emettono mediamente ogni anno qualcosa come 2,5 milioni di rating, danno le pagelle agli stati, alle società, alle banche, a tutte quelle realtà che emettono titoli obbligazionari per finanziare dei progetti o per finanziare il debito.


L'attendibilità è, nello specifico, il fattore critico: quello che le agenzie emettono non è un giudizio scientifico, ma è un'opinione. Peraltro, questo è un fatto che talora consente la sopravvivenza stessa delle agenzie le quali, in caso di critiche, spesso si appellano alla Costituzione americana che, come tutte le Costituzioni democratiche oggi esistenti, sancisce la libertà di espressione e di opinione. Quindi, da un lato, l'etichetta di opinioni attribuita ai loro giudizi si traduce in un vantaggio; dall'altro, però, le agenzie sono oggetto di critiche proprio perché le loro valutazioni sono di fatto opinioni, non suffragate da metodologie scientifiche. Le agenzie infatti non spiegano come costruiscono i loro giudizi e, molto spesso, troviamo dei casi, come quello degli Usa, in cui ci sono rating molto positivi a fronte di debiti elevati e situazioni critiche, e altri casi invece in cui, a fronte di debiti contenuti e situazioni difficili ma non critiche, ci sono dei giudizi pesanti. C'è il fondato sospetto che esistano due pesi e due misure che tengano conto del soggetto che si va a valutare, ed è questa la ragione per cui la loro attendibilità è da mettere in dubbio." 


Che significato hanno, dunque, i declassamenti a catena che colpiscono l'Europa? 

"Il significato dei declassamenti è strettamente legato alle ripercussioni che producono. Quando recentemente S&P's ha tolto   la tripla A alla Francia , i centri studi dell'economia francese hanno calcolato che questo declassamento costerà alla Francia da qui ai prossimi anni, sino al 2015 circa, 10 miliardi di Euro in più di interessi da pagare. Ciò vuol dire che, con un giudizio di solvibilità inferiore, per ottenere prestiti sul mercato internazionale la Francia dovrà alzare il tasso di interesse e dunque sborsare più soldi per poter finanziare il proprio debito. È ovvio che ogni volta che le agenzie di rating annunciano che emetteranno un giudizio, magari negativo, a qualcuno tremano i polsi: chi è addetto ai conteggi dello Stato, ma anche i piccoli risparmiatori che investono sui titoli di Stato, si trovano di fronte a un abbassamento del valore dei titoli stessi, il che significa un incasso di gran lunga inferiore in caso di vendita. Risultano avvantaggiati, invece, coloro che andranno a prendere sul mercato i titoli che vengono emessi, perché avranno dei rendimenti maggiori, sebbene questo si accompagni a un aumento del rischio. 
Quindi le agenzie di rating, che dovrebbero funzionare come regolatori del rischio all'interno dei mercati, molto spesso invece lo alimentano. C'è il sospetto che in determinate occasioni le agenzie di rating non lavorino con finalità propriamente tecniche, bensì mirino a rendere più o meno buona la reputazione di un determinato paese o di una determinata area." 

C'è il sospetto che dietro le agenzie di rating si nascondano imponenti conflitti d'interesse...

"Il sospetto è fondato e viene suffragato da una serie di elementi. Se andiamo a vedere, come abbiamo fatto nel libro "I signori del rating", quali sono i principali azionisti delle agenzie di rating, troveremo che in particolare due, Standard & Poor's e Moody's, hanno partecipazioni di fondi il cui scopo è quello di investire sui mercati. 
Queste agenzie infatti vantano tra i loro azionisti, coloro che sui mercati azionari e obbligazionari vanno a investire i capitali che hanno raccolto sul mercato. Questo è un primo grande conflitto di interessi, che fa rilevare come le agenzie non siano affatto neutrali. Di fatto, sono società per azioni che hanno fini di lucroe vantano all'interno della loro compagine azionaria dei soci che hanno precisi interessi sul mercato i quali, per loro stessa ammissione, entrano nell'azionariato delle agenzie perché queste, quotate in borsa, manifestano nel corso degli anni una crescita del loro valore. E' un dato reale: Standard & Poor's e Moody's sono quotate al listino di New York e negli ultimi anni, nonostante la crisi e il deprezzamento di alcuni titoli, hanno visto incrementare il loro valore. Dunque, chi ha investito in titoli delle agenzie di rating, ha portato a casa dei guadagni e i soci azionisti (di fatto gli stessi) che hanno in mano il 30% dell'una e dell'altra, partecipano alle indicazioni delle agenzie di rating (due su tre) e nello stesso tempo investono sui titoli esistenti sul mercato. 
Quindi esiste una filiera compositiva dove fondi di investimento entrano sul mercato, acquistano delle quote delle agenzie di rating, contemporaneamente acquistano delle quote di società quotate sui vari listini esistenti nel mondo, quindi per esempio ci sono dei fondi che partecipano a Standard & Poor's, a Moody's e poi in Italia investono su Eni, Banca Intesa, Banca Popolare di Milano, Unicredit. E' come dire che le agenzie emettono i giudizi su realtà di cui hanno acquistato delle partecipazioni azionarie, quindi il conflitto di interessi, ma anche un certo condizionamento del mercato è insito nel meccanismo che ha consentito di portare avanti questo modello. 
Un modello che ha potuto svilupparsi perché in America si parte dal principio che il mercato è il sovrano autoregolatore di sé stesso, quindi si lascia libertà al mercato di comporre al proprio interno le forze, le istituzioni, le società, le regole, in maniera tale che possa progredire nella libertà e nella deregolamentazione. In realtà, però, le cose non stanno esattamente così." 

Quali previsioni si sente di fare per il futuro? 

"Le previsioni per il futuro sono nella valutazione di alcune tendenze. Una tendenza conservatrice è quella chepone le agenzie di rating su una traiettoria di irrobustimento del loro valore, per cui finché non saranno contrastate avranno campo libero per poter andare avanti. Di contro, però, in America e nel mondo sono in corso delle indagini da parte della Magistratura, e stanno emergendo i conflitti di interesse che esistono all'interno di questo mondo. 
Il rating in sé è una disciplina valida, corretta, che ha una funzione vantaggiosa per il mercato, dunque è auspicabile che non venga cancellata; occorre però sganciare questa disciplina da un oligopolio che si è concentrato su tre agenzie, e fare in modo che venga distribuita tra operatori diffusi a livello mondiale, quindi anche su scala regionale, affinché la cultura del rischio e della valutazione della sostenibilità di un debito, sia nello stesso tempo più diffusa e più condivisa a livello planetario. 
Da una parte è auspicabile che alcune realtà come l'agenzia cinese Dagong si rafforzino, ma dall'altra è anche importante che si avvii un processo di costituzione di agenzie di rating anche in Europa, ponendo poi le valutazioni su un mercato competitivo e trasparente, e avendo cura che siano pubblicate anche le metodologie con cui si arriva a determinare un giudizio. L'agenzia di rating non deve dare solo giudizi, ma deve anche esporre all'opinione pubblica ancor più che agli addetti ai lavori, come questi giudizi sono stati costruiti. Oggi con il segreto che esiste sulle metodologie delle agenzie di rating, non sappiamo se la malattia è nel soggetto o è nel termometro che misura la febbre. Il compito del libro era proprio quello di mettere in rilievo che forse una certa malattia esiste anche perché il termometro non è tarato bene. Allora, bisogna condividere le scelte metodologiche di fondo che vadano a uniformare i criteri di misurazione, in maniera tale che di fronte a un Paese, come di fronte a un altro, non ci siano discriminazioni o favori."

martedì 21 febbraio 2012

L'alienazione necessaria



In tempi di aborti politici il consumo dell'esistente è come la corda al collo che si fa più stretta tutte le volte che si cerca di sfuggirvi, rappresenta al tempo stesso il nutrimento e l'avvelenamento: porta alla morte ma senza la anticiperebbe.

Questo è il motivo principale per cui le vittime si rivolgono al proprio carnefice.
Stupirsi per come la maggioranza riesce a rieleggere coloro che li hanno ingannati è da imbecilli.
Come è da imbecilli pretendere di contribuire al cambiamento stando all'interno della logica esistente, cioè consumare la stessa merda e ritenersi puliti per averlo fatto in “maniera critica”.
La Democrazia ha prima plasmato le coscienze riducendole a “malate di democrazia” e poi ha fatto credere loro che il problema fosse la “democrazia malata”. Ecco, allora, i malati di democrazia ritenere che la cura appropriata fosse quella di “più democrazia”, logicamente da importare a prezzi altissimi dagli Usa per poi esportarla a prezzi altrettanto alti verso le “dittature”.
I più comici, proprio perché più solerti, sono stati quelli che in nome della “rivoluzione” hanno appoggiato questo spirito “democratico”.

Adesso che abbiamo assistito alla “caduta del regime libico” e alle conseguenti “manifestazioni democratiche” in nome dell'indignazione di massa al grido incosciente “Noi la crisi non la paghiamo!”, vorremmo anche conoscere lo “stato d'animo democratico” nel pagare la bolletta del gas quasi raddoppiata, fare un pieno di carburante a questi prezzi, vedere gli operai licenziati per non avere più commesse dalla Libia. Ecco, ci piacerebbe sapere anche le conclusioni “democratiche” che stanno alla base della grande strategia “Noi la crisi non la paghiamo”.

Non ci può opporre a questi scellerati meschini incantatori di serpenti con altrettante meschine e vaghe soluzioni generali, se poi queste presunte soluzioni sono all'insegna delle sedute spiritiche, cioè sterili evocazioni di fantasmi del passato. Non saranno i morti a resuscitare i vivi.
Non si possono sostenere le cause contro le guerre criminali se non si sviluppa un'idea adeguata che metta in connessione la stessa logica criminale perseguita nei confronti di quella formazione sociale oggi in ostaggio delle mediazioni criminali rappresentate dalle agenzie del lavoro privato. Logica criminale che dovrebbe riguardare soprattutto chi, oggi, grazie alla politica sindacale, è costretto a stare in difesa del proprio posto di lavoro.

Alienarsi da tutto ciò che aliena. Non preoccuparsi di essere minoranza ma solo di non essere pronti nel sostenere un'idea capace di produrre realtà e difenderla dai trasformisti di opinione.
Solo se ci si aliena da tutto ciò si può vedere con chiarezza l'individuo produttore e creatore di realtà. Fuori definitivamente dai mediocri difensori della democrazia.
Il paradigma di questo spirito di rinnovamento si trova semplicemente in tutto ciò che la Democrazia ha ucciso e reso impossibile.

Superare tutte le mediazioni criminali dei custodi della democrazia per arrivare alla metamorfosi necessaria, facendo esperienza diretta di ciò che ci è stato negato e fatto passare come libertà.
Allora, si vedrà chiaramente la trasformazione di tutta la realtà passata e presente e l'inconsistente scelleratezza delle attuali differenze.
Il disprezzo per questa Democrazia Assoluta deve essere così spinto da non farci esitare nel condannarla come criminale.
In una società così tanto “umanista” da riuscire a gestire, come gregge di pecore pronte prima alla tosatura e poi alla macellazione, la disoccupazione e trarne ricchezza, bisogna essere eretici al fine di non confonderci con queste orde luride,inette e putrescenti.